venerdì 20 aprile 2018

PRELUDIO A UN BACIO

Attore di teatro e di cinema, scrittore e pure sassofonista, Tony Laudadio fa tappa per la seconda volta a Pagina dodici per presentare il suo nuovo romanzo Preludio a un bacio (NNeditore).

La storia di Emanuele, barbone che suona il sax, perché "il sassofono è tutto quello che ho" corre su due binari: amore e musica. Amore per la musica e amore con la musica.
"Ho fatto un buon liceo, niente di più, ma ho sempre avuto una passione per i libri, e le librerie sono un luogo ideale dove passare il tempo... Negli ultimi anni ho trascorso quasi ogni giorno almeno un paio d'ore a leggere a sbafo sulle poltroncine di quella sul corso..." (pag. 22): è un uomo colto, Emanuele, che fra le sue poche cose contenute in un borsone ha anche un libro di Nietzsche.
Nella sua vita sono tre le cose importanti: la musica, Maria e Angela. Non sempre in quest'ordine.
Il romanzo è un crescendo: un crescendo di musica e di sentimenti. Un romanzo di amori, più che di amore. Fa sorridere e commuovere.
Sabato 21 aprile, alle 18,00, Tony Laudadio con il suo sax suona Preludio a un bacio
Per accompagnare la lettura del romanzo:
https://open.spotify.com/user/paginadodici/playlist/70VGGxoJpJ84gq7d3mAoLm?si=aeoi-78jQKanYJwhr1stSg

martedì 17 aprile 2018

PACO ROCA in pigiama e non solo


IL GIOCO LUGUBRE
Il primo lavoro di Paco Roca ad arrivare in Italia è "Il gioco lugubre": nella Spagna del 1936, storia politica e artistica si fondono nella figura di Salvador Dalì.
La copertina nella foto è quella dell'edizione del 2012 per Tunué, che riporta il formato a quello dell'edizione spagnola originale (2001) e propone al lettore non una ristampa dell'edizione per Alessandro ed. del 2002, ma una vera e propria riedizione, in cui l'autore ha ripensato a colori nuovi e più aderenti alla storia.

IL FARO
Dopo il gioco lugubre è arrivato in Italia "Il faro": la realtà storica si confonde con la fantasia. Francisco in fuga dalla guerra civile incontra l'anziano guardiano di un vecchio faro in disuso, proprio di fronte all'isola di Laputa, l'isola immaginaria dei Viaggi di Gulliver...
Pubblicato in Spagna nel 2004, la prima edizione italiana è del 2006, l'ultima del 2017 riprende la copertina dell'edizione originale.

RUGHE
Il 2007 è l'anno di "Rughe", che arriva in Italia nel 2008, sempre per Tunué.
Il tema è l'Alzheimer, che Paco tratta con delicatezza e affetto, raggiungendo il cuore di ogni lettore.
Il successo è mondiale, i premi arrivano a pioggia da ogni parte del mondo, tanto che nel 2011 il regista Ignacio Ferreras ne trae il film d'animazione Arrugas-Rughe.


POI ARRIVA L'INVERNO
Ancora una storia legata alla Guerra Civile. Con "L'inverno del disegnatore" Paco Roca ritorna sul capitolo doloroso della storia spagnola, raccontando di cinque disegnatori che si ribellano al sistema di censura, che imponeva criteri rigidissimo su storie e personaggi.
Personalmente il parallelo immediato è con "Sostiene Pereira" di Antonio Tabucchi.
L'edizione spagnola ed italiana (Tunué) sono del 2011
Due anni più tardi, con "I solchi del destino" (2013) il desiderio di Paco Roca di lasciare il segno del ricordo dà voce a chi, avendo partecipato attivamente alla guerra animato da ideali di patriottismo e antifascismo, guarda alla Spagna del dopoguerra e non ci si trova.


L'UOMO IN PIGIAMA
L'uomo in pigiama è l'alter ego di Paco Roca, che a questo personaggio, un quarantenne che realizza il sogno infantile di starsene a casa tutto il giorno appunto in pigiama, dona la sua innata vis comica e lo sguardo acuto sul quotidiano.
"Confessioni di un uomo in pigiama", la novità in uscita per Tunué, che il 18 aprile porta Paco (in carne e ossa) in libreria, arriva dopo "Memorie di un uomo in pigiama" e "Avventure di un uomo in pigiama". 
Le Confessioni sono 16 storie, tutte finora inedite in italiano: 14 apparse su El Paìs Semanal e Academia. Revista del Cine Español, più 2 storie originali.

LA CASA
"La casa" è una storia bellissima, che al tema malinconico del ricordo, della famiglia, di una vita che finisce e di altre vite che guardano al futuro, accompagna come sempre nei lavori di Paco Roca illuminati da toni pastello originalissimi un sentimento di amore profondo, che coinvolge il lettore e il suo vissuto.
L'edizione spagnola è del 2015. Quella italiana per Tunuè del 2016, mantiene il formato orizzontale originale.

mercoledì 11 aprile 2018

PACO ROCA: a Pagina dodici l'Uomo in pigiama

Cosa succede se l'editore ti chiama per portare nella tua libreria uno dei tuoi autori preferiti?
"I tempi saranno purtroppo ristretti, per riuscire ad incastrare l'arrivo in aereo e gli appuntamenti serali, ma lui (l'autore prediletto) ha detto che gli farebbe piacere..."
Io galleggio nell'aria per la contentezza.
L'occasione è l'uscita del nuovo graphic novel Confessioni di un uomo in pigiama, il terzo capitolo dell'Uomo in pigiama.
La data è mercoledì 18 aprile, l'orario dalle 19 alle 20. Anteprima nazionale. A Pagina dodici!
Lui è Paco Roca, fumettista spagnolo di fama mondiale.

L'ho incontrato con Strade di sabbia, l'ho conosciuto con Il faro e L'inverno del disegnatore, l'ho amato con Rughe e La casa, ho iniziato a vivere con lui con le Avventure di un uomo in pigiama.
Mercoledì 18 aprile porte aperte per Paco Roca con il suo Uomo in pigiama.
(tutti i titoli dei graphic novel citati di Paco Roca sono di Tunué)
https://www.facebook.com/events/1017856808368530/

sabato 31 marzo 2018

COPERTINA DI FEBBRAIO

La scelta della copertina di febbraio è stata difficile, molto meditata.
A volte ci sono copertine che colpiscono al primo sguardo, altre che hanno bisogno di un pensiero più profondo per essere colte nel loro significato relativo al contenuto del libro che vestono. Altre volte ancora ci sono copertine che respingono o che attraggono per la bizzarra composizione.
Per la seconda copertina dell'anno, l'amore è stato a prima vista: Zucchero nero di Miguel Bonnefoy, pubblicato da 66thand2nd.




















Amo questa casa editrice coraggiosa e di gran qualità, che prende decisioni ardite per proporre un catalogo speciale. La cura grafica merita senza alcun dubbio grande plauso, sempre.
I libri di 66thand2nd sono oggetti belli, da guardare e da tenere fra le mani.
Per Zucchero nero è stato mantenuta l'armonia della copertina del precedente libro di Bonnefoy, Il meraviglioso viaggio di Octavio, pubblicato nel 2015.
Copertina monocroma, autore e titolo in un riquadro che richiama le etichette d'antan, fascia policroma disgiunta con illustrazione di Martin Haake.
Risultato straordinario!

mercoledì 28 febbraio 2018

COPERTINA DI GENNAIO

Ho sempre pensato che le copertine dei libri siano spesso dei capolavori.
Capolavori di grafica, arte, ingegno.
Dal 2018 preparo un piccolo album di quelle che mi sembrano le migliori. Gusto personale.
Non scelta istintiva, ma meditata. Non guardo all'editore, e nemmeno se lo stesso editore mi colpisce con due o più copertine.
Saranno 12 quadri, uno per ogni mese dell'anno. Alla fine, sottoporrò la selezione ai lettori che eleggeranno quella che troveranno più seducente.
Per gennaio la copertina è quella di Cuori cicatrizzati, che l'editore Keller ha scelto per vestire il romanzo dell'ebreo romeno Max Blecher.


giovedì 30 novembre 2017

LA CREPA che attraversa l'Unione


L'ho iniziato di notte. Era Venerdì.
L'ho finito la notte stessa.
Ma il mio pensare non si è fermato con la parola fine.
La crepa di Carlos Spottorno e Guillermo Abril, che Add ha appena pubblicato con l'introduzione di Fabio Geda e la traduzione dallo spagnolo di Francesca Bianchi, ha fatto quello che un libro deve fare: mettere in moto pensieri.
Carlos Spottorno è fotografo, ha meno di cinquant'anni, si interessa di tematiche sociali, economiche e politiche, fra i diversi premi che si è aggiudicato per i suoi servizi ha vinto due volte (2003 e 2015) il World Press Photo.
Guillermo Abril è giornalista, ha meno di quarant'anni, si occupa di editoriali, reportage, ha vinto il Wordl Press Photo nel 2015.
Entrambi lavorano per El Pais Semanal, che ha commissionato loro diversi servizi sull'Europa e i suoi confini. Molto del materiale raccolto per questi reportage è confluito ne La crepa.
La crepa è un lavoro difficile da definire: è un resoconto fotodocumentato di viaggi verso i confini dell'Europa, è una testimonianza, è un'analisi dei nuovi flussi migratori, è un ritratto dei diversi significati che può assumere il termine "accoglienza", ma soprattutto è la verifica di quanto l'Unione non sia compatta (sembra un ossimoro) e continui purtroppo a mostrare più di una crepa.
  • Melilla, minuscola enclave spagnola in terra marocchina, estremo confine a sud dell'Europa.
  • Grecia e Bulgaria, confini ad est dell'Unione, ultimo baluardo e primo approdo aperto sulla Turchia.
  • Lampedusa.
  • Ungheria, cuscinetto fra Serbia e Croazia.
  • Polonia, sempre limite ad est, con affaccio sulla turbolenta Ucraina.
  • Repubbliche baltiche, a nord, con la pressione di Bielorussia e Russia, nonché con il territorio di Kaliningrad, enclave russa con affaccio sul Baltico.
I punti critici sono ovviamente i confini dove i paesi del blocco europeo si scontrano con il resto del continente.
Le migliaia di profughi, che premono ai confini, con in tasca il sogno europeo (come in altri tempi ma anche ora, altre parti di umanità hanno avuto il sogno americano), mostrano la precarietà dell'Unione, le tensioni politiche ed ideologiche, le mire espansionistiche delle grandi potenze extraeuropee.
La crepa legge l'Europa, la fotografa e la mette sotto i nostri occhi.
La crepa rattrista, scoraggia, indigna, sconcerta.
E' un documento nel senso etimologico del termine: insegna, informa, mostra.
Ha un linguaggio immediato, semplice, senza traccia di presunzione e retorica. Anche per questo è uno strumento efficace per comprendere la profondità della spaccatura (emblematiche foto e testo a pag. 161).
[La crepa, di Carlos Spottorno e Guillermo Abril è un libro Add]

giovedì 19 ottobre 2017

MASSIMO CARLOTTO in BLUES


Un nuovo caso per Marco Buratti, l'Alligatore, ex musicista e cantante di blues, condannato ingiustamente a sette anni di carcere, ormai convertitosi da tempo in investigatore privato senza licenza. Con gli amici Beniamino Rossini, violento fuorilegge di vecchia data, e Max la Memoria, la mente programmatrice del gruppo, l'Alligatore si trova ad affrontare un'indagine molto insidiosa, che da Padova lo porta prima a Berna e poi a Vienna sulle tracce del peggior criminale di tutti i tempi, Giorgio Pellegrini, suo acerrimo nemico.
Nel Blues per cuori solitari si intrecciano ancora una volta le storie dei due filoni narrativi noir di Massimo Carlotto, quello dell'Alligatore appunto, nato nel 1995 con La verità dell'Alligatore, e quello di Giorgio Pellegrini, nato nel 2001 con Arrivederci, amore ciao.
Dove si era concluso Per tutto l'oro del mondo, presentato sempre a Pagina dodici nel 2015, riprende la storia: uno dei noir migliori del panorama italiano, e forse il più riuscito dello stesso Carlotto, per il fascino dei personaggi, per l'intreccio della storia, per la meravigliosa colonna sonora blues che accompagna il movimenti della “banda”.
La capacità di Carlotto di aggiornare le storie, modernizzare le trame e i personaggi è stupefacente.
In questo Blues c'è, come sempre nei romanzi che hanno per protagonista l'Alligatore, molta musica. Buona musica. Che conforta, che rilassa, che accompagna, che consola, che gratifica il cuore (fuorilegge o meno che sia).

Massimo Carlotto, esordisce nella narrativa con il romanzo Il fuggiasco nel 1995.
Originario di Padova, ambienta i suoi romanzi prevalentemente fra il Nordest e la Sardegna, seguendo diversi personaggi che la sua penna ha creato nel corso degli anni (l'Alligatore, Pellegrini, le Vendicatrici, il Turista) con l'intento di tradurre in narrativa, fatti di cronaca e inchieste dimenticate.

Venerdì 20 ottobre alle 18,30 Massimo Carlotto porterà il suo Blues per cuori fuorilegge e vecchie puttane a Pagina dodici. Ne parlerà con Beppe Muraro e Agostino Mondin.
https://www.facebook.com/events/1790187691281031